Buongiorno a tutti. Ho solo due parole entusiastiche per il salone del mobile. Ho visto design raffinato, materiali intelligenti, colore saturo, luce sinuosa, atmosfere destressanti. Scrivo riguardo alle manifestazioni satellite, quelle che escono dallo standard, quotidiano e necessario, esposto in Fiera. Gli italiani sopra tutti. L'asserzione pare poco obbiettiva, lo immagino ma, mentre scorrevo, senza correre, ogni particolare, ero calamitata da produzioni o, comunque, idee italiane. Siamo bravi. Qualche giovane esubera. In generale, da tutto il mondo, la voglia di apparire copre o allunga la distanza con la realtà. Resta un quesito fondamentale realtivo alla qualità, il fattore che ti fa apprezzare il prodotto a lungo anche dopo averlo acquistato. Non abbiamo garanzia, ci fidiamo, nella speranza che il maglione da oltre 400 Euro dei due grandi e non più giovani stilisti, non faccia i pallini a sole due ore da quando lo si è indossato. In alcuni casi dovrebbe esser obbligatoria una certificazione di qualità del prodotto. Altro non resta che un sospiro rivolto ai prezzi. Ne ho visti pochi, per fortuna, ma una lampada mi è rimasta nel cuore dove credo si soffermerà senza entrare in casa mia. 830 Euro. Ne vorrei 4. Peccato.
|
|
Mara Gavazzi | |