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Che bisogno c'è di fare decorazione?
A dire il vero nessuno. La maggior parte della gente vive discretamente
bene senza doversi cimentare con pennelli, colori, impiastri, vernici,
cere e cose simili. In ogni caso i negozi offrono oggi, già
confezionate, riproduzioni fotografiche di motivi ornamentali o oggetti
decorati. Altro non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Perché dunque affaticarsi e soprattutto perché impiegare
tempo tra il più prezioso, quello libero dal lavoro e dalle
occupazioni, nel riprodurre un materiale di ampia diffusione?
Come risposta valga un semplice esempio: oggi è possibile salire
sulla vetta di un'imponente montagna con svariati mezzi meccanici,
eppure esisterà sempre un certo numero di persone che s'inerpicherano
a piedi, attraversando con il sentiero boschi, torrenti, pietraie,
passaggi arditi. |
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Per questi ciò che conta non
è la vetta in sé, ma il percorso per arrivarvi.
In un certo senso questo vale anche per la decorazione e, ovviamente,
per tutto ciò che riguarda il fare arte ornamentale: è
l'itinerario che fa l'esperienza, il senso vero dell'operare sta nel
realizzare la "trasformazione".
Si può dire che da sempre l'uomo abbia applicato, in vari modi,
tecniche di coloritura e decorazione agli ambienti che abita e agli
oggetti che lo circondavano.
I motivi di ciò sono vari e certo risiedono nelle pieghe profonde
della natura umana.
Certo è che per quanto riguarda la storia, la volontà
di decorazione è ineliminabile e, probabilmente, anche se in
forme che ancora non conosciamo, durerà quanto durerà
l'uomo. |
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| "Il grande problema della pittura è unire disegno e colore" |
Gianni Maimeri,
I Diari 16 dicembre 1912. |
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